Il Dolore (2)

Posted on ottobre 7, 2011

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Una classificazione del dolore presa da http://www.doloredoc.it.

Il dolore è definito come una spiacevole esperienza sensoriale ed emotiva associata ad un danno tissutale effettivo o potenziale, o descritta in termini di un simile danno (H. Merskey, IASP International Association for the Study of Pain) .

In esso si possono riconoscere due componenti:

– SENSITIVA:  solitamente uniforme e costante (intensità, soglia, identificazione, riproducibilità)

– AFFETTIVA: variabile da soggetto a soggetto e nello stesso soggetto in momenti diversi (ricaduta emozionale, sgradevolezza, reazione, tolleranza)

La classificazione fisiopatologia del dolore prevede:

 DOLORE NOCICETTIVO: insorge in un tessuto in seguito a trauma o a insulto termico o chimico.

A seconda delle strutture sede della lesione viene suddiviso in:

– SOMATICO:   a carico delle strutture superficiali.

– VISCERALE:  a carico delle strutture profonde.

DOLORE NON NOCICETTIVO:  non deriva dall’attivazione diretta dei nocicettori. Se ne riconoscono due forme:

NEUROPATICO: causato da una disfunzione organica periferica o centrale del sistema nervoso.

– PSICOGENO: diagnosi di esclusione.

Temporalmente il dolore si può suddividere in:

– DOLORE FISIOLOGICO:  insorge in un soggetto sano per stimoli d’elevata intensità, potenzialmente nocivi, in grado di attivare i recettori ad alta soglia (ruolo di prevenzione e limitazione del danno).

Viene distinto in:

DOLORE TRANSITORIO:  dovuto ad attivazione dei nocicettori senza apprezzabile danno tessutale locale.

– DOLORE ACUTO: dovuto all’attivazione dei nocicettori nel punto di una lesione tessutale con evoluzione in guarigione (ad es. dolore postoperatorio).

– DOLORE PATOLOGICO, O PERSISTENTE/CRONICO: anche se scatenato da un evento lesivo, può continuare per fattori che dal punto di vista patogenetico non sono direttamente correlati alla causa iniziale.

Da un punto di vista fisiopatologico il dolore cronico, di primario interesse in ambito Reumatologico, riconosce meccanismi periferici, riflessi, centrali e psicologici.

Meccanismi periferici sono: Sensibilizzazione e/o stimolazione persistente dei nocicettori (processi flogistici di natura cronica).

Danneggiamento delle membrane del nervo e delle terminazioni nervose e conseguente ipereccitabilità.

Meccanismi riflessi sono:

Spasmo muscolare riflesso (circolo vizioso dolore-spasmo-aumento del dolore).

Iperattività simpatica riflessa (ischemia, danno cellulare, liberazione di sostanze algogene e sensibilizzazione dei nocicettori).

Soppressione dell’inibizione periferica operata dalle grosse fibre (per danneggiamento metabolico, meccanico, etc. delle grosse fibre afferenti o per inattività motoria).

Meccanismi centrali sono:

Mantenimento in attività delle vie ascendenti dolorifiche per persistente stimolazione nocicettiva.

Squilibrio nel meccanismo di controllo del dolore con costituzione di circuiti neuronali autoattivantisi (pool neuronali: nel midollo, nel tronco, nel talamo e nella corteccia).

Meccanismi psicologici vengono influenzati da:

– Tono dell’umore

– Stato di attenzione

– Stress emotivi

– Stati ansiosi

– Difficoltà di inserimento sociale

– Sentimenti di isolamento e abbandono

– Senso di inadeguatezza

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